Beato Giovanni Soreth
Confessore del XV secolo Tutti ricordano come Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, spagnoli ambedue, siano stati, nel '500, i grandi riformatori della spiritualit? carmelitana, dando una nuova regola di vita, austera e penitente, a quelli che si chiamarono, da allora, i Carmelitani ? scalzi ?. Occorre dire, per giustizia storica, che ambedue ebbero un predecessore nel Beato Giovanni Soreth, vissuto un secolo prima, nato in Normandia e attivo, oltre che in Francia, nel Belgio e in vari altri paesi europei. Anche Giovanni Soreth, fattosi carmelitano giovanissimo, era uno di quei frati che, sebbene appartenente a un ordine mendicante, non disdegnava n? sottovalutava la cultura, n? la temeva come consigliera di superbia intellettuale o di ambizione mondana. Studi? infatti all'Universit? di Parigi, e divenne dottore sapiente senza tradire la sua vocazione di frate umile e obbediente. Mise invece la sua dottrina al servizio dell'Ordine, e diventato provinciale dei Carmelitani di Francia si adoper? per pacificare un tentativo di scisma nella sua provincia, che comprendeva anche la bassa Germania, e per comporre una controversia sorta proprio tra i religiosi mendicanti e i dottori di quell'Universit? di Parigi dove anch'egli aveva studiato con onore. Ma ci? che pi? premeva al Carmelitano normanno, eletto per la prima volta Priore generale dell'Ordine nel 1451, era la purezza spirituale delle comunit? affidate alla sua cura che gli imponeva una lotta costante contro i frequenti abusi, senza per? compromettere l'unit? dell'Ordine. Per questo Giovanni Soreth, anticipando gli ideali e l'azione della grande Santa Teresa aveva cura di istituire, nelle province da lui visitate, almeno un convento carmelitano di stretta osservanza, nel quale i frati, osservando le nuove costituzioni da lui dettate, costituissero un esempio per l'edificazione dei confratelli e per la piet? del popolo. Questa riforma parziale ebbe molto successo e incontr? numerosi consensi. Lo spirito carmelitano si irrobust? e guadagn? anime ai suoi ideali. In particolare, diversi gruppi di donne devote, le famose ? beghine ? dei Paesi Bassi, del Belgio e dell'Olanda, desiderarono vivere secondo la regola carmelitana, e fu allora che cominciarono a essere istituiti conventi carmelitani femminili, diffondendosi presto in tutta l'Europa. Il Papa Callisto III avrebbe desiderato offrire a Giovanni Soreth un pastorale di Vescovo o un cappello di Cardinale. Ne fu dissuaso dall'umilt? del Beato normanno, che preferiva considerarsi una specie di commesso viaggiatore dello zelo religioso e dell'osservanza monastica. Viaggiava spesso, e disagiatamente, dall'Inghilterra alla Sicilia, accompagnato da un solo frate e da un mulattiere. Le intemperie e il sole avevano abbronzato la sua pelle, tanto che gli venne affibbiato il nomignolo di ? negro ?, e addirittura quello di ? diavolo ?, evidentemente da parte di coloro che temevano la sua severit? e il suo rigore morale. Ma era un ? diavolo ? benefico, rigoroso e severo per il bene altrui e per la dignit? dell'Ordine, che lo onor? come Beato dopo la sua morte, avvenuta nel 1471, riconoscendo, al di sopra delle critiche degli scontenti, la santit? dei suoi intenti e della sua opera. |